Coronavirus, lo stanziamento del governo per l’economia lievita: “Fino a 25 miliardi

Lievita al livello monstre di 25 miliardi la cifra che il governo si riserva di mettere in campo per far fronte all’impatto economico della pandemia di coronavirus. Ad annunciare la decisione, che moltiplica per sette le risorse (3,6 miliardi) ipotizzate inizialmente dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri e porta lo stanziamento a un valore paragonabile a una finanziaria, è stato il premier Giuseppe Conte dopo il consiglio dei ministri di mercoledì mattina. La somma – che vale 20 miliardi in termini di indebitamento, pari a quasi 1,2 punti di pil – non verrà utilizzata tutta subito, ha spiegato Conte. E il titolare del Tesoro ha chiarito che non necessariamente il deficit italiano sforerà il 3% del pil (il livello iniziale previsto per il 2020 è del 2,2%) perché non si sa ancora quanto sarà effettivamente impiegato.

Dipenderà, è evidente, anche dalle scelte rispetto alla richiesta arrivata ieri da Lombardia e Veneto, seguiti dal Piemonte, di chiudere tutte le attività non essenziali in tutta Italia. Il fatto che il decreto atteso per venerdì preveda coperture per 12 miliardi contro i 3,5 delle bozze fa pensare che Chigi si stia orientando verso questa scelta radicale per fermare la diffusione del virus. Intanto, nel pomeriggio la Camera ha votato la risoluzione di maggioranza sulla Relazione del governo che chiedeva l’autorizzazione allo scostamento di bilancio. I voti a favore sono stati 332. Nessun contrario e un solo astenuto, Vittorio Sgarbi.

Gualtieri: “Venerdì decreto da 12 miliardi”. La Ue: “Ora non guardiamo ai decimali” – “La prima misura”, ha detto Gualtieri, “impiegherà la metà di queste risorse, l’utilizzo dell’altra metà dipenderà anche dall’uso di eventuali risorse europee” visto che ieri la Commissione Ue ha annunciato un fondo anch’esso da 25 miliardi. “E’ ancora presto dire il livello di deficit che verrà raggiunto”. Quel che è certo è che l’atteso decreto con le misure economiche per imprese e lavoratori alle prese con le misure restrittive adottate dal governo sarà adottato venerdì e varrà 12 miliardi, quasi il triplo rispetto a quanto si ipotizzava nelle bozze di ieri. Il resto potrà essere usato in seguito a seconda delle necessità. Dall’Unione europea arrivano segnali di totale apertura alle richieste italiane. Il commissario agli Affari economici Paolo Gentiloni ha detto che Bruxelles ha ricevuto “ieri sera” da Roma una nuova lettera “che aumenta la richiesta per una spesa aggiuntiva” e ha spiegato: “Non è il momento di guardare ai decimali ma ai posti di lavoro, al sistema sanitario, alle imprese, al futuro dell’economia”.

La cifra messa in campo dà la misura della portata dell’emergenza. Gualtieri, in audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato sulla richiesta di sforamento del deficit rispetto al livello atteso, ha anticipato che nello scenario più negativo, se ci sarà un prolungato impatto su export e turismo, “la caduta dell’attività non sarebbe totalmente recuperata e sarebbe rilevante la contrazione del pil in media anno“. Anche nello scenario migliore “è ragionevole ritenere che la caduta del prodotto durerà almeno un paio di mesi, a prescindere dagli interventi messi in campo”.

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Le misure: stop a rate mutui, cassa in deroga, congedi, voucher – Il decreto di venerdì conterrà un ampliamento della cassa integrazione, sostegno alla liquidità, interventi sulle scadenze fiscali e una semplificazione delle procedure per la sospensione dei mutui prima casa fino a 18 mesi in caso di riduzione o sospensione dell’orario di lavoro, oltre alla sospensione delle rate dei prestiti bancari anche con “parziale sostegno di garanzia statale”. Non solo: sono allo studio “misure sulle possibili difficoltà di pagare canoni di affitto per evitare anche che abbia un impatto sui proprietari che devono magari pagare le imposte su una rata di affitto che non possono riscuotere”.
L’obiettivo del governo, ha detto Gualtieri, è “che nessuno venga licenziato“. La ministra del Lavoro Nunzia Catalfo poi ha anticipato: “Stiamo preparando ed elaborando norme che vadano a tutela di famiglie e imprese con ammortizzatori sociali, compresa la possibilità di utilizzare il fondo salariale per le aziende da 5 a 15 dipendenti e una cassa in deroga speciale che vada a tutelare tutti i lavoratori indipendentemente dal settore cui appartengono su tutto il territorio nazionale”. Ci saranno poi congedi parentali speciali” con “o in alternativa il voucher babysitter e poi norme su stagionali e autonomi con previsioni di sospensione di versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali“.

Per ripartire commissari ad hoc per i cantieri – Per la fase successiva “il governo è impegnato ad accelerare e sbloccare gli investimenti già programmati e finanziati anche mediante la nomina di Commissari ad hoc”. Saranno anche semplificati gli iter per realizzare gli investimenti “mantenendo i controlli necessari ma evitando la ridondanza di atti amministrativi. Nel contempo lavoreremo per alleggerire l’impianto del codice appalti facilitando procedure più snelle” come consentito dalle norme Ue.

Oggi videoconferenza con von der Leyen – “Nel corso del Consiglio Ue”, ha spiegato Conte, “è emersa nelle conclusioni finali una formula che avevo anticipato, ‘dobbiamo fare tutto quello che è necessario con tutti gli strumenti a disposizione‘. Non posso dire “eurobond sì o no” ma c’è la disponibilità a valutare tutti gli strumenti necessari”. Oggi “avrò una videoconferenza con la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen che ringrazio di cuore, si era resa disponibile anche a venire in Italia, ma io le ho detto che è in questa fase possiamo tranquillamente lavorare in collegamento”.

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