Come risparmiare sugli investimenti pubblicitari grazie al decreto Cura Italia

Il “Bonus pubblicità” era stato introdotto nel 2018 per favorire il rilancio dell’economia, dopo gli anni della crisi derivata dai subprime, fornendo un credito d’imposta per le imprese, i lavoratori autonomi e gli enti non commerciali in relazione agli investimenti pubblicitari incrementali effettuati sulla stampa quotidiana e periodica, anche online, e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali.

Il credito d’imposta era pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati.

Per beneficiare dell’agevolazione bisognava che l’ammontare complessivo degli investimenti realizzati superasse almeno dell’1% l’importo di quelli effettuati sugli stessi mezzi d’informazione nell’anno precedente.

Per fruire di questa misura, le aziende devono presentare:

– “Comunicazione per l’accesso al credito d’imposta”, con i dati sugli investimenti effettuati o da effettuare nell’anno oggetto del provvedimento

-“Dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati”, per dichiarare che i suddetti investiementi sono stati effettivamente realizzati nell’anno in questione

L’ammontare del credito d’imposta effettivamente fruibile da ciascun richiedente è stabilito con provvedimento del Dipartimento per l’informazione e l’editoria, pubblicato sul sito istituzionale del Dipartimento stesso. Il credito d’imposta riconosciuto è utilizzabile esclusivamente in compensazione mediante il modello F24, che deve essere presentato tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate.

La comunicazione per l’accesso al credito d’imposta deve essere presentata dal 1° al 31 marzo di ciascun anno. La dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati è presentata dal 1° al 31 gennaio dell’anno successivo.

Le importanti novità introdotte per il 2020 con il decreto “Cura Italia”:

-Nella nuova versione, il “Bonus pubblicità” viene stabilito al 30% sull’intero investimento 2020, e non solo sulla parte incrementale rispetto all’anno precedente, per fronteggiare l’emergenza Coronavirus.

-Il limite massimo di spesa è previsto per 27,5 milioni di euro. Il diritto all’agevolazione resta condizionato al fatto che gli investimenti siano incrementali di almeno l’1% rispetto all’anno prima.

-C’è un differimento di 6 mesi del periodo di invio della comunicazione telematica di accesso al credito. Le nuove domande, dunque, eccezionalmente per quest’anno potranno essere presentate dal 1 al 30 settembre 2020 e si andranno ad aggiungere a quelle già presentate tra il 1 ed il 31 marzo 2020, che rimangono valide.

I soggetti ammessi possono utilizzare il credito d’imposta, a decorrere dal quinto giorno lavorativo successivo alla pubblicazione del provvedimento di ammissione, in compensazione da effettuare con il modello F24 attraverso i canali telematici dell’Agenzia delle entrate. Se la somma supera i 150mila euro, bisogna invece attendere la comunicazione individuale di abilitazione.

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