Per la prima volta la Borsa di New York apre senza broker

Per la prima volta la Borsa di New York apre senza broker

Come misura per evitare i possibili contagi il New York Stock Exchange ha chiuso il suo famoso trading floor a Wall Street

Ai tempi dell’emergenza coronavirus anche Wall Street si converte al lavoro da casa. Il 23 marzo all’apertura delle contrattazioni nella sede della New York Stock Exchange (Nyse) è rimasta vuota la sala in cui solitamente si ammassano i trader e i broker, il più famoso trading floor al mondo. È l’effetto delle misure temporanee di contenimento dei contagi prese negli Stati Uniti in questi giorni.

Ciò non vuol dire però che la Borsa chiuda, e quindi il principale listino al mondo, con un valore azionario complessivo di oltre 28mila miliardi di dollari, continuerà a funzionare come sempre. Tutte le operazioni di scambio e di compravendita di titoli proseguiranno, ma verranno eseguite elettronicamente, come già accade per la maggior parte delle operazioni del resto, e tutti i lavoratori non essenziali dovranno restare a casa.

Come si riorganizza Wall Street

In particolare, questa decisione è stata presa soprattutto per tutelare i molti impiegati che ogni giorno devono spostarsi da diverse zone di New York con i mezzi pubblici per arrivare al lavoro. E anche in questo caso i numeri sono piuttosto elevati, dato che si parla di oltre 3mila dipendenti complessivi che lavorano per il Nyse. Nei giorni scorsi, inoltre, un trader e un altro impiegato sono stati trovati positivi al Covid-19, e così i vertici della società hanno optato per questa decisione drastica di contenimento di possibili contagi.

trading floors del Nyse hanno un valore unico per venditori e per gli investitori, ma i nostri mercati sono perfettamente in grado di operare completamente in forma elettronica per garantire tutti i partecipanti, e procederemo in questo modo finché non potremo riaprire gli spazi ai nostri lavoratori”, fa sapere la presidente del New York Stock Exchange, Stacey Cunningham. Anche gli orari resteranno uguali durante questa fase di chiusura degli spazi fisici. Come precisa ancora Cunningham, “tutti i mercati del Nyse continueranno a operare seguendo i normali orari di trading”, quindi le contrattazioni cominceranno come sempre alle 9.30 del mattino e tutte le nuove quotazioni saranno confermate.

L’impatto simbolico

Se nulla cambia quindi dal punto di vista pratico, la scelta ha però soprattutto un valore simbolico. Lo spazio in cui si ammassano venditori e broker urlanti è infatti un luogo presente nell’immaginario collettivo, e questa è la prima volta che il trading floor resterà vuoto pur lasciando attive le contrattazioni. Nelle ultime chiusure di Wall Street che risalgono alla Seconda guerra mondiale e ai giorni successivi agli attentati dell’11 settembre 2001, la Borsa di New York aveva sospeso anche tutti gli scambi.

Inoltre, sempre come misure straordinarie per contrastare i contagi da coronavirus, nei giorni scorsi anche le sedi di due colossi finanziari come il Chicago Mercantile Exchange e il Chicago Board of Trade hanno chiuso i loro spazi ai dipendenti, che al momento operano soltanto in modalità elettronica.

E nel frattempo, la situazione sui mercati mondiali resta critica a causa delle incertezze economiche e delle misure prese dai diversi stati per fronteggiare l’emergenza. Oggi, proprio l’indice del Nyse è partito con segno negativo attorno al -3%, nonostante la Federal Reserve abbia deciso di muoversi con un piano illimitato di acquisti di titoli del tesoro e altri titoli per sostenere l’economia americana, garantendo anche un programma da 300 miliardi di dollari per supportare crediti a famiglie e imprese, come si legge su Cnbc.

Non è andata meglio nemmeno alle borse europee, che in apertura hanno riportato cali tra il e il 4%, trascinate dai risultati negativi delle piazze asiatiche, per poi risollevarsi lievemente ma sempre restando in negativo, con Piazza Affari che si avvia in chiusura di giornata con un -1,8%.

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