Per le detrazioni al 19% del 730 servono pagamenti tracciabili

(Foto Cecilia Fabiano/LaPresse)

La consegna ai contribuenti dei primi certificati unici ha già annunciato a marzo l’avvicinarsi della stagione dedicata alla dichiarazione dei redditi per l’anno d’imposta 2020: il modello 730 del 2021 sarà disponibile online nella sua versione precompilata a partire dal 10 maggio. Come di consueto chi accetta la dichiarazione precompilata, non dovrà esibire le ricevute che dimostrano gli oneri detraibili e deducibili e non sarà sottoposto a controlli documentali. Tale modello include di default diverse tipologie di spese che danno adito a riduzioni sull’Irpef, come quelle sanitarie o per l’università, le ristrutturazioni, le riqualificazioni energetiche e tanto altro.

Tra le istruzioni nel documento di quest’anno si legge tuttavia che “dall’anno d’imposta 2020 la detrazione dall’imposta lorda nella misura del 19 per cento degli oneri, spetta a condizione che l’onere sia sostenuto con versamento bancario o postale ovvero mediante altri sistemi di pagamento tracciabili”. La disposizione non si applica alle detrazioni spettanti in relazione alle spese sostenute per l’acquisto di medicinali e di dispositivi medici, nonché alle detrazioni per prestazioni sanitarie rese dalle strutture pubbliche o da strutture private accreditate al Servizio sanitario nazionale.

In sostanza, sarà possibile portare in detrazione una spesa pagata in contanti in un ospedale pubblico o in farmacia, ma non una visita medica specialistica privata, che dovrà essere stata pagata con mezzi elettronici. Il contribuente dovrà dimostrare l’utilizzo del mezzo di pagamento tracciabile fornendo al commercialista o al Caf una prova cartacea della transazione consegnando insieme alla dichiarazione una ricevuta bancomat, l’estratto conto, una copia del bollettino postale o del Mav e dei pagamenti con PagoPa. In mancanza, spiega l’Agenzia delle entrate, l’utilizzo del mezzo di pagamento tracciabile può essere documentato mediante l’annotazione in fattura, ricevuta fiscale o documento commerciale, da parte del percettore delle somme che cede il bene o effettua la prestazione di servizio.

Tra le altre spese più frequenti che godono della detrazione al 19%, e che quindi dovranno essere tracciabili ci possono essere quelle per l’istruzione universitaria e non, le spese funebri, gli interessi per i mutui d’ipoteca per l’acquisto o la costruzione della prima casa, l’affitto degli studenti fuori sede, il riscatto degli anni di laurea, le spese veterinarie, per la palestra e altre attività sportive, nonché l’abbonamento ai mezzi pubblici, l’asilo nido, per citarne alcuni. La detrazione delle spese si configura così come un’altra leva insieme a cashback e lotteria degli scontrini per favorire l’emersione dell’economia sommersa e dei pagamenti che sfuggono alla contabilità dello Stato.

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