Amazon ha ammesso di avere un problema con le condizioni di lavoro dei fattorini negli Stati Uniti

Un magazzino di Amazon (Foto di Paul Hennessy/NurPhoto via Getty Images)
Un magazzino di Amazon (Foto di Paul Hennessy/NurPhoto via Getty Images)

“Sappiamo che i conducenti possono avere problemi a trovare i bagni, a causa del traffico o sulle strade di campagna, soprattutto nel periodo del Covid, quando molti gabinetti sono stati chiusi”. Amazon ammette il problema delle condizioni di lavoro degli autisti che effettuano le consegne negli Stati Uniti e chiede scusa al senatore Mark Pocan, che aveva sollevato la questione su Twitter. Gli addetti sono costretti a urinare in bottiglie di plastica per non rallentare i ritmi di lavoro nel proprio turno, come diverse inchieste giornalistiche hanno raccontato. “Davvero, non ci crederete? Se fosse vero, nessuno lavorerebbe per noi”: così Amazon aveva inizialmente liquidato la faccenda con un tweet, ma ora si dice “dispiaciuta” e definisce quella risposta a Pocan come un “autogol”.

Amazon, tuttavia, sottolinea anche che si tratta di un “problema di vecchia data nel settore”, con tanto di link e tweet dal web per citare casi simili, riguardanti spedizionieri merci e piattaforme di noleggio con conducente . “Non sappiamo ancora come, ma cercheremo soluzioni”, dichiara nel suo blog la compagnia che, secondo un’indagine di The Intercept, era da tempo a conoscenza del problema. L’incresciosa pratica sarebbe citata in alcune email circolate all’interno e in apposite previsioni di provvedimenti disciplinari, mentre Vice quantifica turni di consegna da 300 pacchi in dieci ore. Al tempo stesso però, Amazon rivendica la qualità delle condizioni di lavoro nei propri centri di distribuzione, con “dozzine di spogliatoi” e lavoratori “liberi di allontanarsi dalla postazione in qualsiasi momento”.

Intanto a Bessemer, in Alabama, si sta svolgendo in questi giorni lo scrutinio dei voti dei lavoratori, il cui esito potrebbe dare vita al primo sindacato interno a uno stabilimento di Amazon, negli Stati Uniti. Il voto è stato preceduto da infuocate polemiche con il senatore democratico Bernie Sanders, recatosi in visita sul posto. “Tutto ciò che voglio sapere è perché l’uomo più ricco del mondo, Jeff Bezos, sta spendendo milioni per evitare che i lavoratori costituiscano un sindacato per negoziare paghe, benefit e condizioni di lavoro migliori” haa twittato. “C’è una grande differenza fra parlare e agire”, ha replicato il profilo ufficiale di Amazon: “Il senatore Sanders è stato per 30 anni un politico potente nel Vermont, dove la paga minima è ancora 11,75 dollari. Quella di Amazon è 15 dollari, inclusa l’assistenza sanitaria sin dal primo giorno”.

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