Come funziona l’accordo per i vaccini in azienda

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(foto: Dimhou/PixaBay)

Le vaccinazioni contro il coronavirus verranno effettuate anche in azienda. Dopo oltre sette ore di confronto tra governo, imprese e sindacati, è stato raggiunto l’accordo sull’aggiornamento del protocollo per la sicurezza e il contrasto al Covid-19. Si tratta di una misura di potenziamento della campagna vaccinale nazionale e non di una alternativa.

L’adesione alla campagna vaccinale in azienda sarà su base volontaria per lavoratori e imprese. Nessun obbligo di vaccinazione quindi, come per gli operatori sanitari, e nessun canale alternativo al piano nazionale. Tutte le aziende, a prescindere dalla loro grandezza e dal numero di dipendenti, potranno candidarsi liberamente e i vaccini saranno offerti a tutti i lavoratori e le lavoratrici, a prescindere dal tipo di contratto.

Le aziende provviste di un medico autorizzato potranno allestire i centri vaccinali direttamente nei propri locali. In alternativa potranno fare ricorso a strutture sanitarie private o avvalersi delle strutture sanitarie dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (Inail).

Lo stato si occuperà dei costi delle forniture dei vaccini, dei dispositivi di somministrazione (cioè aghi e siringhe), del materiale informativo e degli strumenti per la registrazione. Mentre saranno a carico delle aziende medici, infermieri e personale vaccinatore e le spese per la gestione dei piani aziendali. Lo stato coprirà interamente i costi delle vaccinazioni effettuate presso le strutture sanitarie dell’Inail, nel caso l’azienda non sia tenuta alla nomina di un medico competente o non possa rivolgersi a strutture private. Inoltre, se la vaccinazione dovesse essere eseguita durante l’orario di lavoro, il tempo necessario per la procedura sarà considerato a tutti gli effetti come tempo impiegato in attività produttive, quindi non dovrà essere recuperato e non verrà detratto dalla retribuzione.

Aggiornamento del protocollo anti-contagio

È stato poi firmato l’aggiornamento del protocollo delle regole anti contagio, per il contrasto e il contenimento di Covid-19, a cui devono conformarsi datori di lavoro e impiegati. Una delle novità più importanti è l’inserimento della regola che impone la sospensione delle attività in caso di mancata attuazione del protocollo, fino al ripristino delle condizioni di sicurezza. Inoltre sono state chiarite le modalità di reinserimento lavorativo dopo essere risultati positivi al Covid-19. I positivi saranno riammessi al lavoro solo dopo aver effettuato un tampone molecolare o antigenico, risultato negativo, 21 giorni dopo aver scopertodi aver contratto il virus. Infine, il protocollo sollecita le imprese a incentivare il lavoro a distanza, per tutte le attività che possono essere svolte presso il proprio domicilio.

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