Nuova Zelanda e Australia sperimentano i viaggi senza quarantena

(Foto: Hagen Hopkins/Getty Images)

Dopo un anno di totale isolamento dal resto del mondo, la Nuova Zelanda riaprirà i suoi confini all’Australia, permettendo gli spostamenti tra i due paesi senza obbligo di quarantena. I due stati riportano i tassi di contagio più bassi del mondo, con una media di 4 casi a settimana per la Nuova Zelanda e 11 per l’Australia. L’accordo entrerà in vigore dal 19 aprile, ma potrebbe essere sospeso nel caso di un aumento dei contagi

I viaggi dovranno comunque rispettare degli standard di sicurezza molto più stringenti rispetto a quelli precedenti alla pandemia. I passeggeri dovranno aver effettuato un tampone negativo entro 14 giorni dalla partenza e non potranno partire in caso di sintomi influenzali o raffreddore o prima di aver ricevuto i risultati del tampone. Inoltre dovranno indossare le mascherine per tutta la durata del viaggio e dovranno fornire le informazioni di residenza e di contatto per tutta la durata del soggiorno in Nuova Zelanda. Negli aeroporti neozelandesi verranno fatti anche dei controlli a campione della temperatura e i viaggiatori in partenza dall’Australia dovranno aver trascorso almeno 14 giorni nel paese prima di poter spostarsi verso la Nuova Zelanda.

La prima ministra neozelandese Jacinda Ardern, in base alla bassissima circolazione del virus tra i due paesi, ha annunciato oggi la riapertura come un “nuovo capitolo della nostra ripresa”. Da marzo dell’anno scorso chi non era cittadino o residente non è stato più autorizzato a entrare in Nuova Zelanda. Mentre dallo scorso ottobre i cittadini neozelandesi sono stati autorizzati a spostarsi verso alcuni stati federali australiani. Il turismo è una parte fondamentale dell’economia neozelandese, in particolare dall’Australia, con oltre un milione e mezzo di arrivi all’anno prima della pandemia.

Le autorità hanno comunque avvertito che i due paesi potrebbero interrompere gli spostamenti nel caso si verifichi un aumento dei contagi. Per esempio, se in Nuova Zelanda la diffusione del virus dovesse portare l’area in una zona di rischio “arancione”, i voli potrebbero essere sospesi anche per 72 ore, mentre se uno stato australiano dovesse entrare in “zona rossa”, lo stop potrebbe durare di più. Il governo neozelandese ha anche avvertito che nessun cittadino che dovesse restare bloccato in Australia riceverà un sostegno economico.

 

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