Stellantis ferma la fabbrica di Melfi a causa della crisi dei chip

Jeep Compass made in Melfi
Buona Jeep Compass made in Melfi

La crisi mondiale dei chip, la cui produzione è per il 91% concentrata in Asia, colpisce anche in Italia, con ripercussioni sui ritmi di lavoro nell’industria automobilistica. Gli oltre 7mila operai dello stabilimento Stellantis di Melfi sono in cassa integrazione per una settimana dall’altro giorno, mentre la dirigenza da Amsterdam denuncia le difficoltà produttive nel suo report trimestrale, il primo dopo la fusione di gennaio tra i gruppi Peugeot e Fiat Chrysler. Il testo documenta “perdite pari all’11% circa (190mila unità) della produzione programmata nel primo trimestre 2021 per la carenza di semiconduttori”.

La nuova entità, guidata dal presidente John Elkann e dall’amministratore delegato Carlos Tavares, riporta “ricavi netti forti” tra gennaio e marzo, pari a 34,3 miliardi di euro (+14%) e 1,6 milioni di unità complessive consegnate (+12%), posizionandosi come “leader di mercato” in Europa. Merito, secondo il responsabile finanziario Richard Palmer, di un “portafoglio di marchi diversificato che ha trainato la crescita dei volumi, un effetto prezzi positivo e un miglioramento del mix di prodotto, nonostante le difficoltà dovute alla carenza di semiconduttori a livello globale”.

Sugli effetti di questo fenomeno nell’anno in corso resta tuttavia “visibilità limitata” spiega l’azienda, “con l’aspettativa di un secondo trimestre 2021 più impattato del primo e con miglioramenti nel secondo semestre”. Intanto, i concessionari vedono ridursi lo stock di circa 22mila unità rispetto a fine 2020, con un calo diffuso in tutte le aree geografiche (1,2 milioni le vetture in vetrina). L’aumento diffuso delle consegne sarebbe quindi frutto di una “robusta domanda”, “mix della clientela” e l’impatto della sospensione della produzione un anno fa causa Covid. Solo il Nord America registra un calo del 4%.
Intanto, a Melfi dove si producono Jeep e Fiat 500X, gli operai attendono di poter tornare a lavoro. Lo stabilimento lucano ha aumentato del 28% le unità prodotte nei primi tre mesi rispetto a un anno fa (quasi 64mila in totale), ma 1.500 lavoratori sono in rotazione cig da settembre 2018, dopo il fermo produttivo della Fiat Punto.

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